Come Vincere a Tennis: 7 Cose che i Giocatori Amatoriali Sbagliano (e Come Rimediare)

da | guide tennis

Perdere le partire che sulla carta potresti vincere, è spesso causato da come usi i tuoi colpi. Ripeto: non da quali colpi usi, ma da come li usi.

Confesso che in passato è capitato anche a me, e capita spesso anche ai miei allievi neofiti: tutto questo è difficile da accettare, ma necessario per far evolvere il proprio tennis.

Capita per esempio di vedere allievi tirare dritti da applausi durante il palleggio di riscaldamento, e poi sgretolarsi in partita contro avversari che non reggevano il confronto (almeno tecnicamente). A fine match la domanda era sempre la stessa: “Marco, ma come ho fatto a perdere con uno così?”

La verità è che a livello amatoriale vincere c’entra poco con il talento: c’entra con le scelte che fai palla dopo palla, con quello che ti passa per la testa nei momenti caldi, e con una manciata di errori che quasi tutti commettono senza rendersene conto.

La guida che sta leggendo nasce proprio da questa esigenza e ho deciso di darti sette strategie. Sono le stesse cose che ripeto ai miei allievi settimana dopo settimana, ed è anche il motivo per cui, quando le metti a posto, i risultati arrivano prima di quanto ti aspetti.

Io sono Marco Magro, istruttore FITP e Professional PTR, e insegno tennis da oltre quindici anni. Se non mi conosci ancora, puoi leggere il mio blog o vedere il mio canale YouTube.

La Premessa che Cambia Tutto: Non Devi Vincere, Devi Smettere di Perdere

Prima dei sette punti c’è una cosa da fissare bene, altrimenti il resto lo leggi e lo dimentichi.

Nel tennis amatoriale non vinci tirando colpi da fenomeno. Vinci perché l’altro sbaglia più di te. L’ho spiegato per bene nella guida completa alla tattica del tennis, ma il succo sta in quattro parole: vince chi sbaglia meno.

Detta così suona quasi come una resa, lo capisco. Vorresti che ti svelassi il colpo magico. E invece il segreto è l’opposto: smettere di regalare. Ogni consiglio che segue nasce da qui.

1. Smetti di Cercare il Colpo Vincente

L’errore più grosso è l’ossessione per il vincente. Quella botta sulla riga che strappa il “wow”. Peccato che, per una che entra, ne butti via tre. E quei tre, in partita, li paghi cari.

Prova una cosa la prossima volta che giochi: invece di chiudere il punto, mettine semplicemente una in più dell’altro. Una sola. Ti accorgerai di quanti punti ti cadono in mano senza aver fatto niente di speciale.

Attenzione, non ti sto dicendo di giocare da pallettaro. Ti sto dicendo di aspettare la palla giusta prima di attaccare, invece di forzare a ogni scambio. Tra le due cose c’è un abisso.

Su questo aspetto spesso mi scontro con un amico che è amante del bel tennis, colpi puliti e spettacolari. Sicuramente belli da vedere ma il più delle volte poco efficaci perché giocati solo di braccio e senza l’uso delle gambe o perchè fatti in un momento sbagliato con un coefficiente di errore del 99%.

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2. Gioca Più Profondo (Non Più Forte)

Questa è la svolta per parecchi dei miei allievi. Sono così presi dalla velocità che si scordano della profondità, che invece rende molto di più e rischia molto meno.

Il ragionamento è semplice. Una palla profonda, che picchia vicino alla riga di fondo, inchioda l’avversario dietro: non attacca, non sale, può solo difendersi. Una palla corta è un invito a nozze, lo fai entrare in campo e prendersi il comando dello scambio.

Quindi togliti dalla testa il “più forte” e sostituiscilo con il “più lungo”. Una palla lenta ma profonda vale più di una bomba corta. Cerca gli ultimi due metri del campo avversario e vedi come cambia l’inerzia della partita.

In questo modo farai anche meno fatica, infatti capita spesso di vedere giocatori che consumano un sacco di energie per tirare forte ma poi la palla finisce a metà campo, comoda per l’avversario.

3. Costruisci il Punto in Diagonale

La diagonale gioca dalla tua parte. Al centro la rete è più bassa e, tagliando l’angolo, il campo è più lungo: più margine per non sbagliare, più spazio dove piazzare la palla. Il lungolinea è il contrario, rete più alta e campo più corto, quindi più insidioso.

La regola che do ai miei allievi si ricorda al volo: si costruisce in diagonale, si chiude in lungolinea. Scambi d’angolo con pazienza finché non lo sposti, e solo quando l’avversario è fuori posizione cambi direzione e lo infili nel campo aperto.

Il classico autogol? Cambiare direzione tanto per fare, buttandola lungolinea da fermo e in equilibrio. È da lì che arrivano gli errori gratis.

Un’altra soluzione è giocare centrale con parabola, per tenere l’avversario dietro la linea di fondo senza dargli troppe angolazioni per poi cambiare direzione alla prima occasione utile magari evitando il suo dritto. Un errore comune infatti è quello di cambiare direzione tirando lento e corto verso l’avversario. Un invito a farsi bucare.

4. Trova il Punto Debole e Martellalo

Un punto debole ce l’hanno tutti. Nei primi game il tuo lavoro è quello del detective: dove va in affanno? Il rovescio è il sospettato numero uno, ma non fermarti lì. Magari va nel pallone appena lo chiami a rete, o sbaglia ogni palla che gli arriva alta sopra le spalle, o perde la testa quando gli giochi una smorzata.

Trovata la crepa, resisti alla tentazione di “variare per non essere prevedibile”. Insisti. Se il rovescio fa acqua, giocaci sopra finché non affonda. Quando sfrutti una debolezza vera, essere prevedibili non è un difetto: è la strategia.

5. Abbi un Piano (e un Piano B)

Quanti scendono in campo senza la più pallida idea di cosa vogliono combinare? Troppi. Giocano a sensazione, colpo su colpo, senza un filo. E l’istinto, quando la tensione sale, ti molla sul più bello.

Entra con un’idea in testa, anche elementare: gioco profondo sul suo rovescio e aspetto la corta per salire. Un piano ti dà un appiglio quando la partita si fa dura.

E soprattutto, tieni pronto un piano B, perché il piano A prima o poi si inceppa. L’amatore tipo, quando la sua tattica non rende, si ostina a ripeterla identica. Chi ragiona, invece, cambia marcia: accelera, oppure rallenta, sale a rete, toglie all’altro i suoi punti di riferimento. Saper cambiare è già mezza partita vinta.

E su questo aspetto è fondamentale sì osservare le proprie sensazioni ma anche controllare il punteggio. Se stai perdendo o se prima stavi vincendo e ora l’avversario ti ha recuperato, quello è il momento di capire cosa sta succedendo per cambiare tattica.

6. Gestisci i Momenti Chiave

I punti non pesano tutti uguale. Il 15-0 conta poco o niente. Il 30-30, la palla break, il punto che chiude il game: lì si decidono le partite. E spesso è proprio su quei pochi punti che si separa chi vince da chi perde.

Nei momenti che scottano scatta la voglia di inventarsi qualcosa di speciale. Sbagliato. Serve l’esatto contrario: alza il margine, non abbassarlo. Tira la palla di cui ti fidi di più, con un bel po’ di spazio sopra la rete, e rimetti la scelta di rischiare all’avversario.

Te lo dico per esperienza: le partite tirate non le porta a casa chi cala il colpo più bello sul punto pesante, ma chi su quel punto non trema e non regala.

7. Vinci la Partita nella Tua Testa

Eccoci al punto più scomodo, quello che nessuno si allena mai: la testa.

Ogni partita ha le sue onde. Ci sono tratti in cui ti entra qualsiasi cosa e altri in cui non ne imbrocchi una. Succede, capita pure ai professionisti. La differenza la fa la reazione durante il calo: se ti fai prendere dal panico e cominci a strafare, hai chiuso; se resti lucido, stringi i denti e aspetti che il vento giri, spesso rientri.

Poi c’è quella frase che mi sento ripetere di continuo: “Marco, in allenamento gioco da Dio, in partita divento un altro”. Ti capisco, fa rabbia. Ma la soluzione non è chissà quale segreto: sono le certezze tattiche a cui appoggiarti. Quando sai già cosa fare (profondo, costruzione in diagonale, chiusura sul campo aperto) la mente segue un binario invece di annegare nell’ansia del punteggio. La tecnica esce fuori solo quando la testa è occupata a giocare, non a preoccuparsi.

Il Modo più Veloce per Capire Perché Perdi: la Video-Analisi

Ti dico una cosa scomoda. Puoi rileggere questo articolo dieci volte, ma la strada più rapida per scoprire dove lasci per strada i punti è una sola: guardarti mentre giochi.

Quasi nessuno ha davvero idea di cosa fa in campo. C’è chi giura di giocare profondo e tira corto a ripetizione, chi crede di attaccare il rovescio e invece imbocca il dritto avversario. Lo scarto tra quello che pensi di fare e quello che fai per davvero è enorme. E finché non lo vedi con i tuoi occhi, gli stessi errori te li porti dietro all’infinito.

Per questo ho messo su un servizio di video-analisi: mi mandi un video mentre giochi e ti dico, nero su bianco, quali errori ti stanno costando le partite. Niente consigli da bugiardino, ma una diagnosi tagliata su di te. Nella mia esperienza è spesso la scorciatoia più rapida per cominciare a vincere di più.

Vuoi Vincere Più Partite? Il Percorso Completo

Questi sette punti sono un buon punto di partenza. Ma restano, appunto, una partenza. Per applicarli sul serio, uno alla volta, con esempi e situazioni di partita reali, ci vuole un percorso.

Quel percorso l’ho costruito, ed è il corso “Vinci Più Partite a Tennis”, riservato agli abbonati del canale YouTube. Parte proprio dalla domanda che dà il titolo alla prima lezione: perché perdi le partite? e ti porta un passo alla volta dentro le zone del campo, gli schemi di gioco e la gestione mentale del match. È roba pensata per il tennista amatoriale in carne e ossa, non per chi gioca a certi livelli.

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Domande Frequenti

Come si fa a vincere una partita di tennis contro uno più forte?

Allungando gli scambi e tenendo alta la percentuale. Contro chi è più bravo, i punti rapidi lo favoriscono: più lo scambio è corto, più il suo talento ed esperienza pesa. Quindi gioca profondo, resta regolare, obbligalo a costruirsi ogni punto e vai a caccia del suo lato debole. Non concedergli niente in regalo: se deve batterti, che se lo guadagni colpo dopo colpo. Spesso un giocatore forte, se non trova il ritmo, finisce per innervosirsi e sbagliare da solo.

Perché perdo contro giocatori più scarsi di me?

Quasi sempre perché tu provi a vincere e loro si limitano a rimettere. Se tiri al limite per chiudere in fretta, gli servi punti su un piatto d’argento con i tuoi errori, mentre loro non fanno altro che ributtartela di là. Contro questi avversari ci vuole pazienza: gioca profondo, non forzare, e aspetta la palla giusta invece di cercare il vincente a ogni colpo.

Qual è la cosa più importante per vincere a tennis?

Ridurre gli errori non forzati. Se dovessi indicarne una sola, è questa. A livello amatoriale la stragrande maggioranza dei punti si perde per errori, non si conquista con i vincenti. Chi tiene semplicemente più palle in campo, senza strafare, porta a casa la maggior parte delle partite. Profondità, angoli e schemi vengono dopo questo principio di base.

Come non andare nel panico nei punti importanti?

Appoggiandoti a una tattica chiara invece che all’improvvisazione. Il panico nasce quando non sai che pesci pigliare e lasci campo libero all’ansia del risultato. Se invece nei punti caldi hai una regola precisa (per esempio “gioco la mia palla più sicura, profonda e in diagonale, e faccio rischiare lui”) la mente ha un compito concreto da eseguire. Aiuta anche una piccola routine fissa tra un punto e l’altro: respira, sistema le corde, prenditi il tuo tempo. Piccoli gesti che riportano la calma proprio quando serve.