Come battere il pallettaro: la partita si vince prima nella testa
40 pari, punto secco. Stesso punteggio dei game precedenti e stessa situazione di gioco. Tu ti affanni a tirare forte, a farlo spostare, ma gliela metti sempre comoda e lui ti rimanda delle palle alte, lente e senza peso facendo poca fatica perchè si appoggia sulla tua palla. Dopo pochi scambi perdi la pazienza, dici “adesso chiudo” ma la palla finisce a rete e il tuo avversario vince il game senza fare nulla di particolare..
Ecco, se stai leggendo questo articolo probabilmente quella scena l’hai vissuta, e magari più di una volta nella stessa stagione. Io sono Marco Magro, insegno tennis da più di quindici anni (istruttore FITP di 2° grado e Professional PTR) e ti dico una cosa che i miei allievi all’inizio non vogliono sentirsi dire: contro il pallettaro quasi nessuno perde per i colpi. Si perde perché a un certo punto della partita si smette di ragionare. Il pallettaro ti batte nella testa, molto prima che in campo.
Vediamo perché succede, come capire che tipo di pallettaro hai di fronte e cosa puoi fare, sia con la racchetta sia con la testa.
Perché il pallettaro ti fa impazzire
Non ti batte con i colpi, ti batte con il tempo
La fretta è cattiva consigliera, lo sappiamo, e contro questo tipo di giocatori l’errore principale è avere fretta di chiudere il punto.
Ogni colpo in più, per te, è una mazzata alla tua pazienza. Per lui invece quel colpo in più si chiama comfort zone, significa che non si metterà mai a tirare forte perchè non gli conviene. Se dopo cinque scambi sei tu a rischiare ed il più delle volte perdi il punto, perchè mai dovrebbe cambiare modo di giocare?. Ma è anche una cosa logica, lui fa quello che ritiene opportuno per vincere il punto. Se hai una velocità di gioco e di gambe nettamente superiore a lui non avrai problemi a batterlo ma se tra voi due il livello è abbastanza simile, devi trovare l’antidoto al suo tipo di gioco altrimenti rischi di fare una marea di errori gratuiti.
Ripensa all’ultima volta che hai perso contro uno così e chiediti come sono finiti i punti. Probabilmente quasi sempre con un tuo errore. I suoi vincenti li conti sulle dita di una mano. Lui il punto non lo vince, aspetta che lo perda tu, e tu nove volte su dieci lo perdi.
Gli errori che fai tu: forzare troppo presto, accelerare da posizioni sbagliate, cercare il vincente impossibile
In questo tipo di partite gli errori che emergono sempre quelli.
Intanto si forza il colpo troppo presto. Dopo tre, quattro colpi inizi ad accelerare e cercare la riga, quando la situazione non lo chiede per niente.
Poi tiri forte da dove non si dovrebbe. Ti trovi due metri dietro la linea di fondo, ti arriva una palla sopra la spalla e tu decidi che è il momento di tirare un “frigorifero”. È il colpo più difficile da giocare soprattutto se sei nervoso perchè non riesci a chiudere subito.
E poi c’è il vincente impossibile, che è un po’ la conseguenza degli altri due. Siccome lui arriva su tutto, pensi che l’unico modo per fare punto sia tirare più forte la palla in modo che non riesca a prenderla: più veloce, più angolata, più vicina alla riga. Il margine si riduce e gli errori arrivano subito, uno dietro l’altro.
Ti ci sei riconosciuto? Bene, perché vuol dire che la tecnica c’entra poco. Sono le scelte che fai a dettare il risultato dello scambio. E le scelte si possono allenare, ne parlo anche in imparare dagli errori.
Non tutti i pallettari sono uguali
Noi diciamo “pallettaro” a chiunque rimandi la palla senza tirare, ma in campo ne trovi almeno di due tipi.
Il pallettaro difensivo: corre, rimette tutto, palle alte e centrali
Questo è il giocatore che corre. Copre il campo da una parte all’altra e quando lo metti in difficoltà alza la palla, la manda con parabola profonda e centrale, così tu sei costretto ad indietreggiare e colpirla sopra la spalla.. Di solito si posiziona due o tre metri dietro la riga di fondo. Ha gambe, ha fiato, e la sua partita la costruisce in quella zona di campo.
Il punto debole? Lontano dalla rete sta benissimo ma più entra in campo e si avvicina alla rete, esce dalla zona di comfort.
Il regolarista: sta fermo, blocca, usa la tua velocità contro di te
Il regolarista invece si muove poco. Sta attaccato alla linea di fondo, prende la palla in anticipo o comunque con un buon ritmo e te la ributta indietro con una preparazione cortissima. Sulle palle veloci a volte è un incubo, perché più tu tiri forte più lui mette la racchetta e restituisce palle lente. In pratica gioca sfruttando con la tua potenza.
Va in crisi però se gli vari il ritmo: palla alta e carica di top, oppure bassa e tagliata. Gli manca la velocità che di solito gli presti tu.
Come capisci chi hai davanti? Nei primi game guarda in quale parte del campo si mette, osserva la traiettoria della palla che ti manda, la velocità e quanti errori commette. Ti basta quello.
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La strategia per smontare il suo gioco
Accetta lo scambio lungo: margine sopra la rete e profondità
La prima cosa è la più dura da digerire: lo scambio lungo lo devi volere anche tu. Se entri in campo sperando di vincere lo scambio con pochi colpi la tua strategia ti farà perdere in poco tempo.
Tradotto: alza la traiettoria con palle cariche di top-spin. Un metro, un metro e mezzo sopra il nastro, non i trenta centimetri che ti piacciono tanto in allenamento. E cerca la profondità, con la palla che cade oltre la linea del servizio, vicino al fondo così da farlo indietreggiare e perdere campo.
Attaccare non è vietato, sia chiaro. Lo fai quando ti arriva una palla un pelo più corta a metà campo. Da questa posizione va benissimo anche usare il dritto al volo per togliere tempo e avanzare verso la rete.
Tiralo a rete: palla corta, poi passante o pallonetto
Il giocatore difensivo vive dietro la riga di fondo, quindi tiralo fuori da lì. Una smorzata, o anche solo un back corto, lo obbliga a fare proprio quello che non vuole: correre in avanti e giocare vicino alla rete.
Però non pensare alla palla corta come al colpo del punto. È la preparazione. Il punto lo fai dopo, con il passante se si ferma a metà campo o con il pallonetto se viene troppo sotto. E funziona molto meglio se prima l’hai spinto indietro con due o tre palle lunghe, perché è il cambio di profondità che lo manda in tilt.
Una cosa che vedo sbagliare spesso: la smorzata da dietro la linea di fondo. Da lì la palla viaggia troppo e lui ci arriva passeggiando. Giocala quando sei dentro il campo.
Contro il regolarista togli velocità: palle cariche, alte, slice
Col regolarista ti tocca fare il contrario di quello che ti viene d’istinto, cioè tirare meno forte.
Dagli palle cariche di top che gli salgano sopra la spalla, traiettorie lente che lo costringano a metterci lui la potenza (e di solito non ce l’ha). Poi mischia con il back, quella palla bassa e tagliata che gli resta sotto il ginocchio e non si lascia bloccare.
Alta e carica, poi bassa e tagliata, poi magari di nuovo alta. Al muro regolarista un ritmo regolare per funzionare, e il tuo lavoro è non darglielo mai.
Attacca la palla giusta, non la prima
Prima o poi il punto lo devi chiudere, ovvio. Il guaio è che contro il pallettaro si attacca la prima palla che sembra comoda invece di quella giusta, che è un’altra cosa.
Nel Corso di Tattica divido il campo in zone. Dietro la linea di fondo sei nella zona di difesa e costruzione, e lì giochi con margine e prepari. Quando una palla ti tira dentro il campo, oltre la riga, entri nella zona di attacco e chiusura, ed è lì che puoi accelerare. Sono la seconda e la terza lezione del corso. Contro il pallettaro questa distinzione pesa il doppio, perché lui di palle “comode” te ne regala a decine, solo che ti arrivano quasi tutte nella zona sbagliata.
La regola che do ai miei allievi è questa: attacchi solo se la palla ti fa fare un passo avanti. Se per colpirla devi arretrare, lasciala stare, non è quella.
Servizio e risposta: prendi il comando del punto da subito
Lo scambio lungo è il suo terreno, servizio e risposta sono il tuo modo per accorciarlo senza prenderti rischi assurdi.
Al servizio lascia perdere l’ace. Quello che ti serve è un primo colpo comodo dopo la battuta: uno slice esterno che lo porti fuori dal campo, oppure una palla al corpo, e poi il dritto nel campo aperto. Se il servizio è un tuo punto debole, ti consiglio di partire dalla guida completa sul servizio a tennis.
In risposta, se ha una seconda debole (capita spesso a questi giocatori, la battuta è raramente il loro forte), fai un passo dentro e rispondi profondo al centro così da avere il tempo di entrare in campo. Non cercare il vincente in risposta. Ti basta prendere in mano il punto e farlo arretrare già dal primo colpo.
La parte mentale: la frustrazione è la sua arma migliore
Tutta la strategia di sopra puoi saperla a memoria, ma se sul 4-4 ti parte la testa non ti serve a niente. Il pallettaro questo lo sa benissimo, anche se non te lo verrà mai a dire. Il suo gioco funziona perché ti fa arrabbiare.
Riconosci il momento in cui stai perdendo la testa
C’è sempre un punto preciso della partita in cui cambi. Uno scambio da trenta colpi perso, un game buttato dal 40-15, una palla corta che pensavi vincente e lui ci è arrivato. Da lì in poi tiri più forte, sbuffi, guardi il tuo angolo o il cielo, parli da solo.
Il primo passo è accorgersene mentre succede. Pare una sciocchezza, ma la maggior parte dei giocatori che alleno se ne rende conto solo sotto la doccia. Impara dai tuoi segnali: il braccio che si indurisce, il respiro che si accorcia, quella fretta di chiudere il punto che arriva da sola. Quando li senti, sei esattamente dove lui ti voleva portare. Riconoscere questi segnali è il primo passo per capire che qualcosa non funziona.
Una routine semplice tra un punto e l’altro
Tra un punto e l’altro hai qualche secondo, e di solito lo usi per rimuginare sull’errore di prima. Usalo meglio.
Finito il punto, gira le spalle alla rete e sistemati le corde: quel gesto ti serve per chiudere il punto vecchio. Un respiro lungo, buttando fuori l’aria più lentamente di come l’hai presa. Poi, prima di tornare in posizione, decidi una cosa sola per il punto che arriva. “Alta e profonda”, oppure “aspetto la palla per entrare”. Una, non una lista della spesa.
Messa così sembra roba da poco, ma in partita cambia parecchio le cose.
Cambia il tuo metro di successo: lo scambio lungo vinto vale
Se contro il pallettaro il tuo obiettivo è fare vincenti, ogni scambio lungo ti sembrerà una sconfitta anche quando lo vinci. Prova a contare diversamente. Un punto da venti colpi chiuso perché alla fine ha sbagliato lui, per me vale quanto un ace. Forse di più, perché gli hai tolto l’unica certezza che aveva, cioè che prima o poi avresti sbagliato tu.
La pazienza, contro questi avversari, va giocata come un colpo qualsiasi. Non è stare lì ad aspettare.
Il piano partita in tre fasi
Nei primi game osservi. Non è ancora il momento di vincere niente, è il momento di capire. Difensivo o muro? Dove si piazza? Cosa fa con la palla corta, con quella alta, con quella tagliata? Su che lato è più solido? E giocare questi game con un po’ di margine ti aiuta anche a entrare in partita senza regalare punti gratis.
Poi, a metà partita, applichi. Le informazioni ce le hai, adesso si tratta di usarle con costanza e senza cambiare idea ogni due punti. Con il difensivo profondità e poi palla corta, con il muro variazioni di altezza e di effetto, e in tutti e due i casi si attacca solo dalla zona giusta.
Nei punti che contano, infine, non cambi piano per paura. È lì che la gente crolla. Sul 30-40 ci si irrigidisce e si torna a tirare, oppure si fa il contrario e si spinge la palla piano piano sperando che sbagli lui, che è anche peggio. Se il piano ti ha portato fino a quel punto, tienilo. Lo cambi se vedi che non funziona, non perché hai paura di perdere un 15.
Su come si costruisce un piano di gioco in generale ho scritto una guida a parte sulla tattica nel tennis.
Come allenarti contro il pallettaro
La pazienza in partita non ti piove addosso, te la porti da casa, cioè dall’allenamento.
Ti lascio un esercizio da fare già la prossima volta che scendi in campo con un compagno. Scambio da fondo, obiettivo venti palle di fila, tutte almeno un metro sopra la rete. Se al circolo ve lo lasciano fare, tendete una corda sopra la rete a quell’altezza, così il riferimento ce l’avete davanti agli occhi. Palla sotto la corda o fuori, si riparte da zero. Arrivati a venti iniziate a farvi spostare anche in avanti con palle corte e angolate.
Le prime volte non ci arriverete, quasi sicuro. Verso il quindicesimo colpo ti verrà una voglia matta di tirare, e quella voglia, proprio quella, è ciò che stai allenando a tenere sotto controllo.
Questo è il punto di partenza. Nel video sulla tattica contro il pallettaro ti mostro in campo come costruisco lo scambio, come preparo la palla corta e quando decido di attaccare. Fa parte del Corso di Tattica “Vinci Più Partite a Tennis”, che trovi sul canale YouTube
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Domande frequenti
È scorretto giocare da pallettaro?
Per niente. Gioca secondo le regole e ha fatto una scelta tattica chiara, cioè lasciare a te tutto il rischio. Un’altra ipotesi è che sia l’unico modo che conosce per giocare, quindi uno fa quello che riesce. Ti può stare antipatico, ci sta, ma vince in modo legittimo. Prima lo accetti, prima la smetti di arrabbiarti e cominci a pensare a come batterlo.
Perché perdo sempre contro chi rimette tutto?
Quasi sempre perché finisci per giocare la sua partita: forzi troppo presto, attacchi da dietro la riga di fondo e ti innervosisci negli scambi lunghi. Con un avversario che non sbaglia mai, perde il punto chi rischia per primo senza motivo. Alza il margine di sicurezza e attacca solo quando la palla ti porta dentro il campo.
Contro un pallettaro conviene andare a rete?
Sì, ma con criterio. Se vai avanti su una palla qualsiasi da fondo campo, gli stai servendo il passante. Ci vai dopo una palla profonda o una palla corta che l’ha messo in difficoltà, quando sei già dentro il campo. Spesso funziona ancora meglio portarlo a rete lui, con una smorzata.
Come si allena la pazienza nello scambio?
Con esercizi che hanno un obiettivo preciso, come le venti palle di fila un metro sopra la rete. Ti abituano a tenere il margine proprio quando ti viene voglia di tirare. In partita, poi, aiuta tanto una piccola routine tra i punti con un solo obiettivo per il punto successivo.
Il pallettaro vince anche ai livelli più alti?
Il pallettaro puro, ad alto livello, si vede poco: lì gli avversari sanno attaccare e chiudere con precisione. La solidità e la capacità di far giocare all’altro un colpo in più, invece, servono a qualsiasi livello. E nel tennis amatoriale, in 4ª categoria soprattutto, chi rimette tutto vince eccome.
