Impugnatura della racchetta da tennis: quale usare e perché al servizio la cambi senza saperlo

da | guide tennis

E tu? Come la tieni la racchetta? Lo sapevi che esistono varie impugnature in base ai colpi?

Sembra una domanda da prima lezione, eppure me la ritrovo davanti di continuo anche con giocatori che fanno tornei da anni. L’impugnatura è semplicemente il modo in cui afferri la racchetta, e quel modo cambia il risultato finale del colpo. Se servi impugnando la racchetta in un modo ottieni un certo servizio, se la impugni in un altro ne ottieni uno diverso. Punto.

Io sono Marco Magro, istruttore FITP di 2° grado e Professional PTR, e insegno tennis da più di quindici anni ad Abano Terme. Con i miei allievi parlo spesso di impugnature, però non le divido in giuste e sbagliate. Ci sono impugnature più utili e meno utili per fare quello che vuoi fare. Più esperienza hai, più ti adatti alle situazioni e più grande diventa la tua cassetta degli attrezzi. Se invece ti fissi su una sola presa (“il servizio si fa solo così”) e da lì non ti schiodi, ti limiti da solo.

In questa guida vediamo come orientarti sul manico, quali sono le impugnature del tennis, quale conviene usare nel servizio e un errore che fanno tantissimi giocatori senza accorgersene. In fondo trovi anche due righe sulla misura dell’impugnatura, perché è l’altra cosa che mi chiedono sempre.

Le 8 facce del manico: come trovare la tua impugnatura

Prima di parlare di impugnature devi sapere una cosa: il manico della racchetta è un ottagono. Ha otto facce, che di solito si numerano da 1 a 8 in senso orario. Probabilmente l’immagine l’hai già vista in giro su internet, quella con il manico visto da sotto e i numeri tutto intorno.

La faccia 1 è quella in alto, la 2 è quella obliqua subito accanto, e così via. Per capire che impugnatura stai usando ti servono due riferimenti sulla mano:

  • la nocca dell’indice, che è il riferimento che vedi meglio;
  • l’ipotenar, cioè la base del palmo dal lato opposto al pollice.

A seconda della faccia su cui appoggi questi due punti, cambi impugnatura. Tutto quello che dico qui vale per un destro: se sei mancino, è tutto speculare dall’altra parte.

I tipi di impugnatura nel tennis

Le impugnature principali sono cinque. Te le riassumo partendo da quella più “chiusa” verso il rovescio fino a quella più esasperata per il dritto.

Continental, detta anche impugnatura a martello: tieni la racchetta come se dovessi piantare un chiodo, con il piatto corde perpendicolare al terreno. Nocca dell’indice e ipotenar sulla faccia 2. È l’impugnatura più usata nel tennis in generale, perché ti serve per il servizio, per il rovescio in slice, per la palla corta e per le volée.

Eastern di dritto: nocca e base del palmo sulla faccia 3, quella laterale. È la presa “classica” del dritto di una volta.

Semiwestern: sulla faccia 4, quella obliqua sotto. È l’impugnatura di dritto più diffusa oggi, perché aiuta a dare top.

Western: sulla faccia 5, cioè praticamente sotto il manico. Bella esasperata, pensata per un dritto con tantissima rotazione.

Eastern di rovescio: la nocca va verso la faccia superiore del manico. È la presa del rovescio a una mano, e come vedremo ha un uso molto interessante anche al servizio.

Se ti incuriosisce come le impugnature sono cambiate insieme al tennis, dai legni di Laver alle racchette moderne, Il Post ha dedicato un bell’articolo alla loro storia.

Quale impugnatura usare nel servizio

Ora andiamo sul colpo che a me interessa di più: il servizio. Ho provato a servire con tutte le impugnature per farti vedere cosa succede, e ti racconto com’è andata, dalla peggiore alla migliore.

Western: lascia perdere

Con la nocca sotto il manico, l’unica cosa che riesci a fare è una specie di spinta in avanti. Devi girare il polso, sei scomodissimo e il mulinello dietro la schiena non lo fai proprio. In tanti anni di campo non ho mai visto nessuno servire così, e un motivo c’è. Non è utile per fare un buon servizio, e diciamo che non è neanche utile per tirare la palla di là.

Semiwestern: comoda, ma ti chiude tutte le porte

Qui le cose cambiano già. Parti con il piatto corde sopra la palla, bello a schiacciare, e in effetti la palla di là la mandi, riesci anche un po’ a direzionarla e a darle forza.

Il problema è che è un’impugnatura molto limitante. Il mulinello dietro non lo fai, e riesci solo a schiacciare la palla forte e piatta. Prova a fare uno slice da lì: devi inventarti un movimento strano. Il kick, poi, è veramente complesso.

Il suo unico vantaggio è che è facile: se giochi il dritto in semiwestern non devi cambiare niente quando vai a servire. Per questo la vedo spesso negli adulti che hanno imparato da soli. Ma è una comodità che paghi cara.

Eastern di dritto: un passo nella direzione giusta

Con la nocca sulla faccia laterale stai già andando verso la continental. In preparazione la racchetta inizia a essere un po’ più obliqua e scendere dietro la testa non è più così difficile.

Slice e kick? Sì, in qualche modo li fai, ma non sono proprio roba sua. La rotazione non ti esce così bene. Diciamo che è un buon punto di passaggio, non di arrivo.

Continental: la base per piatto, slice e kick

Eccoci. Impugnatura a martello, racchetta perpendicolare al terreno, nocca dell’indice sulla faccia 2. Questa è l’impugnatura su cui fare pratica il più possibile, ok?

Il motivo è semplice. Parti con la racchetta dritta, quando sei dietro riesci a far scendere la testa della racchetta sotto, e quando sali verso l’impatto giri il palmo della mano, cioè fai la pronazione. Con questo movimento puoi giocare il servizio piatto, puoi tagliare la palla in slice e, lanciandoti la palla un po’ più dietro, puoi giocare il kick. Tre servizi con una sola presa.

Eastern di rovescio: per chi vuole un kick più aggressivo

Se ti piace soprattutto servire in kick e vuoi estremizzare un po’ la cosa, prova l’eastern di rovescio. Porti la nocca dell’indice sulla faccia superiore del manico, o comunque su un ibrido sullo spigolo, senza esagerare.

Chi serve così di solito parte con il piatto corde leggermente rivolto verso l’alto. Questa presa ti aiuta ad arrivare sulla palla in modo da spazzolarla dal basso verso l’alto, ed è proprio quello che serve per il kick. Il rovescio della medaglia è che da qui servire piatto o in slice è molto difficile.

Quindi, ricapitolando: la continental è la base. Se poi vuoi fare un salto di qualità ed essere più aggressivo con il kick, girare un po’ l’impugnatura verso il rovescio ti dà uno stimolo e uno sprint in più.

Il cambio di impugnatura che fai senza saperlo

Adesso ti racconto la cosa che vedo più spesso in campo, sia nei ragazzini sia negli adulti.

Molti giocatori partono convinti di servire in continental. E in effetti a vuoto, prima del lancio, la presa è quella. Poi lanciano la palla, arrivano nella pausa del trofeo e lì… tic. Le dita muovono la racchetta e si ritrovano in una specie di eastern di dritto. Il tutto senza accorgersene minimamente.

Perché succede

Succede perché è più facile. Con la continental, da quella posizione devi far scendere la racchetta, risalire e fare la pronazione: è un movimento in cui lavorano insieme polso, gomito e spalla. Con l’eastern questo lavoro di discesa non lo fai. Apri la racchetta, arrivi in una posizione tipo cameriere con il vassoio, e quando sei su la schiacci e basta. La pronazione, diciamo, sparisce.

È il nostro cervello che cerca di semplificarci la vita. Peccato che la via più semplice non sia quella più funzionale per servire. Ed ecco perché tanti si lamentano di non riuscire a fare lo slice o il kick, pur avendo “la continental”.

Come accorgertene

Il consiglio che ti do è di filmarti. Basta il cellulare, appoggiato a lato del campo, così da vedere il servizio di profilo. Guarda la mano nel momento del trofeo: se la racchetta gira tra le dita, hai trovato il colpevole.

Se vuoi un occhio esterno, posso analizzare io il tuo servizio con la video-analisi a distanza. Mi mandi il filmato e ti dico cosa succede.

Come imparare la continental: la progressione

La continental non è un’impugnatura semplice da imparare, soprattutto se da anni servi in eastern o in semiwestern. Per questo con i miei allievi uso una progressione, e la cosa più importante all’inizio è usare la mano, senza racchetta.

Ecco come funziona:

  1. Colpisci con la mano. Lanciati la palla e colpiscila con il taglio della mano, un po’ come se fosse un colpo di karate. Stai simulando il movimento che farai con la racchetta.
  2. Entra di taglio e gira all’ultimo. Arrivi sulla palla di taglio e solo alla fine giri la mano, cioè fai la pronazione, fermandoti in alto. Fallo e rifallo, finché il movimento diventa automatico.
  3. Passa alla racchetta, colpendo di telaio. Impugnatura continental, magari tenendo la racchetta un po’ più in alto sul manico, che all’inizio è più semplice. Lanci e colpisci la palla con il telaio.
  4. Ora con le corde. Giri un pochettino il polso e colpisci con il piatto corde.

Lavora anche sul lancio di palla: se il lancio è sballato, l’istinto di sistemare la presa all’ultimo momento torna fuori.

Una cosa voglio che ti resti chiara. Per creare un nuovo automatismo devi farlo e rifarlo, e rifarlo ancora, passando per le varie fasi. Non puoi provarlo una volta da fondo campo con la racchetta e sperare che funzioni, ok? Altrimenti rischi esattamente quello che abbiamo visto prima: parti in continental e, quando sei lì dietro, torni all’eastern.

La misura dell’impugnatura: come scegliere quella giusta

“Impugnatura” nel tennis vuol dire anche un’altra cosa: lo spessore del manico. Quando compri una racchetta trovi delle sigle come L1, L2, L3. Indicano la circonferenza del manico, che va dalla L0 (4 pollici) alla L5 (4 5/8 di pollice), con salti di 1/8 di pollice tra una misura e l’altra. Negli adulti le più comuni sono la L2 e la L3.

Per misurarla, il metodo più usato è questo: impugna la racchetta per giocare il dritto e controlla lo spazio tra il pollice ed la fine delle altre dita. Se ci passa un tuo dito indice allora la misura è giusta. Se ci passa più di un dito è troppo grande mentre se ci passa meno di un dito è piccola.

Se sei a metà tra due misure, di solito ti consiglio la più piccola. Puoi sempre ingrossarla con un overgrip, il nastro che si avvolge sopra l’impugnatura originale, mentre un manico troppo grosso non lo rimpicciolisci più. L’overgrip, tra l’altro, va cambiato spesso: quando diventa liscio e scivoloso la presa si allenta, e sul servizio te ne accorgi subito.

Un manico della misura giusta ti permette di tenere la racchetta salda ma con il polso libero, senza stringere. Ed è proprio quel polso libero che ti serve per fare la pronazione di cui abbiamo parlato.

Dall’impugnatura al servizio completo

L’impugnatura è il punto di partenza. Su di lei si costruisce tutto il resto: la coordinazione tra lancio e racchetta, il movimento al trofeo e il mulinello, la spinta delle gambe e poi le rotazioni, slice e kick. Se vuoi una panoramica completa, parti dalla mia guida sul servizio a tennis.

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Dall’impugnatura giusta a un servizio che fa male

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Domande frequenti

Come si chiama l’impugnatura più usata nel tennis?

È la continental, chiamata anche impugnatura a martello. Si usa per il servizio, le volée, il rovescio in slice e la palla corta. Per il dritto, invece, oggi la più diffusa è la semiwestern.

Qual è l’impugnatura migliore per il servizio?

La continental, perché è l’unica che ti permette di giocare il servizio piatto, lo slice e il kick con la stessa presa, grazie alla pronazione. Chi vuole un kick più aggressivo può girarla leggermente verso l’eastern di rovescio.

Si può servire con l’impugnatura di dritto?

Sì, la palla di là la mandi, ma ti limiti parecchio. Con eastern di dritto o semiwestern il mulinello dietro si riduce e slice e kick diventano difficili. Con la western, invece, servire bene è praticamente impossibile.

Perché la continental all’inizio è così scomoda?

Perché ti chiede di far scendere la racchetta dietro e di fare la pronazione prima dell’impatto, coordinando polso, gomito e spalla. Il cervello preferisce la via facile e tende a farti girare la presa verso l’eastern. Serve una progressione ripetuta, prima con la mano e poi con la racchetta.

Come capisco la misura giusta dell’impugnatura della racchetta?

Misura con un righello la distanza tra la piega centrale del palmo e la punta dell’anulare, a mano aperta. Quel valore in pollici corrisponde indicativamente alla misura, da L0 a L5. Se sei a metà tra due misure, scegli la più piccola e aggiungi un overgrip.

Come faccio a sapere se cambio impugnatura durante il servizio?

Filmati con il cellulare appoggiato a lato del campo e guarda la mano nella posizione del trofeo. Se la racchetta ruota tra le dita, stai passando dalla continental a una presa più chiusa verso il dritto, quasi sempre un’eastern.